martedì 21 novembre 2017
Smart in the City
 
Coccinelle di città
Mag30

Coccinelle di città

di A.C.

30 Mag 2014

Nel Bosco Verticale, le due torri progettate da Stefano Boeri al quartiere di Porta Nuova a Milano, sono state liberate 1250 coccinelle, che hanno la missione di combattere i parassiti delle numerose varietà vegetali messe a dimora. A breve verranno seguite da alcune specie di farfalle. Le torri sono un vero esempio di biodiversità e ospitano oltre 100 specie di piante che possono essere la casa di molti insetti utili che stiamo monitorando, ha spiegato l’agronoma Laura Gatti, che anticipa un intervento mirato sui tetti, dove verranno realizzati specifici microhabitat. Liberare insetti sul bosco verticale ha infatti anche una valenza scientifica per ottenere dati sul comportamento delle specie a oltre 100 metri d’altezza. Un laboratorio vivente per lo studio della biodiversità in ambiente urbano....

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Se (If)

di Antonella Cicalò

29 Mag 2014

Se non sapete che tra i dieci Paesi che sono cresciuti di più nel 2013 sette sono africani (Etiopia, Mozambico, Tanzania, Congo, Ghana, Zambia e Nigeria); Se non sapete che Internet contribuisce al Pil di Senegal, Kenya e Marocco decisamente più che in Italia (e le previsione di crescita del Pil del Kenia sono tra il 5/6%); Se non sapete che gli ultimi dati Istat disponibili danno l’immigrazione in calo del 27,7% rispetto al 2007 (il che unito alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione italiana è destinato in futuro ad aprire una crisi demografica e di assistenza agli anziani di vaste proporzioni); Se non sapete che secondo le elaborazioni della Fondazione Leone Moressa sui dati del Ministero delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi 2013 (anno d’imposta 2012), i contribuenti nati all’estero rimangono una risorsa imprescindibile per l’economia nazionale, dichiarando quasi 45 miliardi di euro l’anno, ma che in generale, persiste una condizione svantaggiata per i lavoratori stranieri, che continuano a svolgere lavori poco remunerativi e a guadagnare meno degli italiani; Se non sapete che per Expo 2015 gli investitori arabi hanno prenotato la metratura più ampia, affidando il progetto del padiglione all’archistar Norman Foster, ma la città di Milano non ha ancora una moschea; Se non sapete che le esportazioni di armi bresciane sono in forte aumento verso i Paesi più instabili (in Africa +36%); Se non sapete che sulle nostre coste da gennaio a oggi sono sbarcate 39.539 persone; Se non sapete che la capienza dello Stadio di San Siro è di 80.018 persone; Se non sapete che a Lampedusa, su 5189 aventi diritto, solo 224 hanno ritenuto di andare a votare la Lega… …allora, per dirla con Woody Allen, probabilmente non avete capito qual è il problema. *E forse non tutti sanno che la celebre If di R. Kipling fu tradotta da Antonio Gramsci e pubblicata il 17 dicembre 1916 con il titolo di Breviario per i laici.        ...

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Berlino: muri oltre il Muro
Mag26

Berlino: muri oltre il Muro

di Alessia Stefanini

26 Mag 2014

Tutte le città sono fatte da muri perché da muri sono composti gli edifici. Berlino, la Storia ci insegna, di muri ne sa qualcosa e mai come qui i muri ci parlano e ci raccontano. Oltre al Muro del ’61 (che a noi piace ricordare più come il Muro dell’89) anche gli altri muri hanno tante cose da dire e le urlano o le sussurrano con colori e suggestioni dall’esterno, dall’interno, da sopra, da sotto, dal privato dal pubblico…ne abbiamo ascoltato qualcuno…   Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Gabriele Lopez) Berlino (© Gabriele Lopez) Berlino (© Gabriele Lopez) Berlino (© Gabriele Lopez) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini) Berlino (© Alessia Stefanini)  ...

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Kafka sulla spiaggia…
Mag24

Kafka sulla spiaggia…

di Antonella Cicalò

24 Mag 2014

In questa vigilia convulsa del voto per le Europee sono entrati spesso in scena due termini cari a Franz Kafka, grandiosa figura della letteratura europea di folgorante attualità: il Processo e il Castello. Maestro dell’allegoria (basta pensare a Le Metamorfosi), dello smarrimento e dell’angoscia esistenziale, Franz Kafka frequenta una delle migliori scuole tedesche di Praga e, dopo aver conseguito la maturità nel 1901, si iscrive con poca convinzione alla facoltà di giurisprudenza. A partire dal 1910 inizierà a tenere i suoi Diari. Diventato vegetariano (dopo la visita all’acquario di Berlino smise di mangiare anche il pesce), si innamorerà di Felice, una donna che, pur ritenendola poco attraente, libererà la sua forza creatrice. Tra alti e bassi, solo la consapevolezza di avere contratto la tubercolosi lo porterà nel 1917 alla rottura definitiva, cui seguiranno altre tormentate relazioni. Scriverà le cose più importanti dal 1912 al 1924, anno della morte. Pubblicò solo qualche racconto durante la sua vita e dunque poco del suo lavoro e del suo stile attirò l’attenzione fino a dopo la sua morte; nonostante le istruzioni impartite all’amico Max Brod di distruggere ogni cosa, Brod disubbedì e anzi fu il curatore di quasi tutte le opere di Kafka, che presto si imposero all’attenzione dei critici. Kafka scriveva per una sua insopprimibile esigenza personale, dunque soprattutto per sé. Era convinto che l’inganno illusorio fosse l’unica dimensione che “ordina” la vita umana, in cui in ogni momento può manifestarsi un’ irreparabile perdita di contatto con la realtà che emargina e conduce alla catastrofe (avevamo premesso che era attuale). Pertanto quasi tutte le sue opere rimasero coerentemente incompiute per l’impossibilità dell’autore di risolvere il proprio conflitto interiore, nonostante la scrittura. Ora, il termine kafkiano è appunto un neologismo della lingua italiana che sta a indicare una situazione paradossale e angosciosa per l’impossibilità di reagire, tanto sul piano pratico  quanto su quello psicologico. E appunto la sensazione di non riuscire a venirne fuori, ma anzi, di affardellare assurdità e nonsense uno sull’altro ci domina e rischia di annichilire qualunque tentativo di visione. Non quindi per cultura, ma probabilmente solo per quel caso che tanto era caro allo scrittore, sono risuonate in queste ore in tragicomica accoppiata Il Castello e Il Processo, e kafkianamente quanto più non si potrebbe – il Processo nel Castello. Proviamo a metterli insieme: Il processo racconta l’accusa e la condanna inflitta a un mite impiegato di banca, Josef K. per una colpa che egli non conosce e che non riesce in alcun modo ad appurare. Nessuno sa rivelargli con precisione l’accusa, ma a poco a poco un oscuro senso di colpa s’impossessa di lui. La causa, sia pure...

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Ceci n’est pas une Pip*
Mag24

Ceci n’est pas une Pip*

di Antonella Cicalò

24 Mag 2014

C’è un celebre quadro del grande surrealista belga René Magritte che raffigura a tutta evidenza una pipa sotto alla quale, però, in una bella scrittura quasi infantile, l’artista ha scritto: Ceci n’est pas une pipe (Questa non è una pipa). L’intento è farci distinguere tra apparenza e realtà delle cose. Se in un primo momento restiamo spiazzati (certo che è una pipa!) una successiva riflessione ci costringerà ad ammettere che quella pipa non si fuma, non ha aroma, non è calda. L’arte, quando è tale, ci insegna sempre qualcosa, anche ricorrendo a un artificio. E allora anche noi siamo ricorsi a un escamotage (un espediente detto alla francese, in omaggio a Magritte e con lo stesso spirito). Il Pip del titolo infatti non è denaro sonante. Non si spende e non si conta. È un ammontare procrastinato nel tempo rispetto al momento in cui si è raggiunta l’età della pensione prevista al momento della stipula (tipo 65 anni). Peccato che le compagnie di assicurazione si guardino bene dallo scrivercelo sotto.  *I Pip sono piani individuali legati all’età pensionabile.        ...

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