mercoledì 20 settembre 2017
Smart in the City
 
Il mio computer? È un mulo
Giu29

Il mio computer? È un mulo

di A.C.

29 Giu 2014

Si dice delle macchine. Orgogliosi smanettatori spesso definiscono così (un mulo) le virtù dei fedeli compagni di web. Ma in questo caso è vero. Per duro lavoro o amore dell’arte, asini e muli si sono rivelati stazioni tecnologiche degne di Star Trek. Impervi sono i sentieri della Turchia occidentale dove i pastori hanno dotato i loro muli di un carico di pannelli solari per essere sempre collegati con i loro cellulari e portatili. Un modo per migliorare le condizioni quotidiane dei pastori nella campagne. Tecnologie sostenibile che lo Stato finanzierà coprendo la metà dei costi. Impervi anche i sentieri per cui è andato qualche anno fa Minuto, che ha girato per le stradine delle Asturie portando sul dorso pannelli solari e nelle sacche telefoni satellitari e computer di Cristian Bettini (artista) e Martin Ruano (fotografo). Il progetto non poteva che chiamarsi Donkijote ed è un esempio di arte multimediale che ha integrato Skype con un sito strutturato come un blog in virtù delle tecnologie portate dall’asino, oltre a un modo di vivere diverso, rallentato e reale, fatto di camminate a piedi, per chilometri, parlando con le persone, scattando fotografie e prendendo appunti come nel bel diario consultabile sul...

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I dispiaceri della carne o il prezzo di una vita umana
Giu28

I dispiaceri della carne o il prezzo di una vita umana

di aliste

28 Giu 2014

«Una regione del mondo imprecisata: più a sud e più avanti nel tempo». Un po’ fantascienza un po’ spettacolo di denuncia, il tutto sotto il cappello del grottesco, Harvest – quanto costa un uomo al chilo, racconta del traffico di organi con il linguaggio del teatro post contemporaneo. La storia: Om Pracasci (Michele Mariniello) vive in un Paese del terzo mondo in un appartamento minuscolo con moglie, madre, fratello, con un bagno in comune con altre duecento famiglie e lo stomaco perennemente vuoto. Un giorno trova un lavoro (che viene chiamato travaglio nello spettacolo, non è un caso). Da quel giorno la famiglia Pracasci vedrà avverarsi tutti i sogni di comodità e optional possibili. Televisori, bagni in casa con doccia e sciacquone, cibo in abbondanza. La vita dei Pracasci svolta. Ma a prezzo di cosa? Om non si può ammalare, deve essere in forma perfetta, mangiare sano, fare palestra per un datore di lavoro che appare solo su uno schermo. Cosa si nasconde dietro a tutto questo? Harvest è sì uno spettacolo sul traffico di organi, ma non solo. È anche uno spettacolo sul come cambiano le priorità delle persone davanti a comodità e cose superflue. Come cambiano i rapporti umani, i rapporti con la società e con gli altri, come cambia l’amore. Elemento di rottura è infatti il fratello Gitu (Giacomo Marettelli Priorelli), prostituto e tossico, vive la vita con la libertà della disperazione conquistandosi l’amore della cognata che vede ormai nel marito solo un guscio vuoto che presto scomparirà, sezionato pezzo a pezzo per un bagno e un televisore. Il finale, rivelatore e sorprendente, non lo sveliamo. Basti sapere che la concretezza dei sentimenti alla fine non si arrende ai ricatti di una sterile seppur ricca realtà virtuale. Personaggi e linguaggio sono dichiaratamente non realistici e a tratti grotteschi, a partire dal personaggio della madre di Om (un bravissimo Beppe Salmetti), una suocera all’antica e dispotica con la nuora, ma contemporaneamente soggiogata dalla modernità del divano-televisione. La scelta di far interpretare il Datore, le guardie e la voce narrante da una stessa attrice (Cecilia Campani) rimanda alla spersonalizzazione di personaggi altri, che guidano e decidono le vite dei protagonisti, ma che non hanno una propria personalità definita. La lingua, è un dialetto smozzicato, dalle parole tronche, un po’ veneto, un po’ neologismo. Tagliata come tagliato sarà il corpo di Om, come tagliate sono le vite dei poveri che accettano cose atroci pur di sentirsi umani. E qui arriva il nodo dei personaggi e della storia. Sentirsi umani: c’è chi si sente umano potendo fare i propri bisogni in un bagno con lo sciacquone; chi potendo dare da mangiare...

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Il pizzino
Giu27

Il pizzino

di A.C.

27 Giu 2014

La pagina* pubblicata sul Corriere della Sera dagli amici di Marcello dell’Utri per testimoniargli incrollabile amicizia, anche dopo la condanna definitiva della Cassazione a sette anni per mafia e il trasloco del reo in Libano, sortisce un curioso effetto: sembra una bacheca di pizzini.   *Condividiamo nel metodo e nel merito la contrarietà dei colleghi di...

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I mulini degli Dei
Giu25

I mulini degli Dei

di Antonella Cicalò

25 Giu 2014

Quando le pale dei mulini degli Dei del calcio hanno cominciato a girare? Fremiti e scricchiolii ci riporterebbero troppo indietro nel tempo. Limitiamoci al moto percepibile già nel  2005, quando apparvero alcune indiscrezioni di stampa relative a indagini nell’ambiente calcistico condotte dalla Procura di Torino. Il moto delle pale si apprezzò con più chiarezza nel 2006, quando Calciopoli investì diverse società professionistiche fra le più importanti, insieme a dirigenti delle società stesse e dei principali organi istituzionali come la Federazione Italiana Gioco Calcio, la Lega nazionale Professionisti, L’Associazione degli Arbitri, oltre ad alcuni direttori di gara e assistenti. Gli Dei del calcio, oltre che possenti fornai, sono anche sottili umoristi: proprio nel 2006 (forse anche sull’onda disperata sollevata dalle inchieste) Marcello Lippi vince il Mondiale a Berlino e si guarda alla Coppa, non alla croce di vele che continua lentamente a girare. La sabbia fina si accumula, lo scandalo detto del “calcio scommesse” arriva al 2012 e lambisce anche i senatori della nazionale di oggi. In mezzo, qualche lampo agonistico (secondi agli ultimi europei) mentre l’insignificanza internazionale è via via testimoniata dalla mancata qualificazione delle squadre italiane di serie A alle fasi finali della Champion League. Le pale girano sempre più robustamente e la sabbia fina è ormai un consistente cumulo dietro al quale ancora cerca di acquattarsi quello spirito sportivo all’italiana, immaturo e incostante, pronto a esaltare l’eroe di turno la cui disciplina riesce magari a ritagliarsi un cantuccio mediatico. Eroi ed eroine fragili o “fragilizzati” da ben altri mulini. Senza la sapienza degli Dei è la carne che si macina: sono i Marco Pantani, le Federica Pellegrini, Le Vanessa Ferrari, le Carolina Kostner. Oggi, magari, i Mario Balotelli al quale si chiedeva uno sforzo dimostrativo di italianità francamente fuori luogo, dato che è mancata allegramente anche ai “bianchi”. Senza tutele psicofisiche adeguate si bruciano risorse a volte irreparabilmente (salvo poi beatificazioni o rimozioni postume). Non è una selezione naturale (anche se qualcuno ce la fa a riemergere con le sue forze), è una selezione drogata dalla mancanza di educazione sportiva e civica, dai budget, dai testimonial (che portano una sfiga pazzesca), dai cronisti, dagli entourage dei parenti, dagli sponsor, dai soldi, dai media, dagli ultras. Le pale girano ora vorticosamente, la montagna ingigantisce e frana. Sotto rimangono, oltre ai milioni che ci hanno creduto, un paio di dirigenti. In cima c’è piantata una croce, quella di Ciro Esposito. Perché gli Dei, si sa, hanno mulini che macinano lentamente, ma molto fino. E le pale hanno già impercettibilmente ricominciato a girare… *Sesto Empirico è stato un filosofo greco vissuto nel II secolo. È stato uno dei maggiori esponenti...

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Se la Expo è pop
Giu25

Se la Expo è pop

di Antonella Cicalò

25 Giu 2014

Appuntamento il 25 giugno 2014 con EXPOP III Edizione al Vivaio Riva, in via Arena 7 a Milano con le ventitré proposte che l’associazione Vivaio ha raccolto per Expop 2014. L’ obiettivo è aggiungere una dimensione “pop” a Expo 2015: se  l’esposizione internazionale è una vetrina di progetti  da tutto il mondo, altrettanto vuole essere Expop, un’occasione per fare di Milano la capitale globale di idee visionarie, in grado di stupire il mondo come scooter sharing, taxi rosa o una metropolitana trasformata in vetrina internazionale del design. Tra nuove idee per valorizzare spazi pubblici e privati e un parco del benessere, ecco la riscoperta del verde, le quite zones per una città slow e ancora, nuovi modi per chi vuole correre in città. Dieci dei ventitré progetti selezionati sono proposti da giovani studenti di tutto il mondo aderenti ad Aiesec, la più grande associazione giovanile a livello internazionale (è presente in 113 Paesi) che promuove leadership e talenti attraverso programmi di scambio, studio e lavoro. Aiesec ha raccolto idee per Milano da Ucraina, Egitto, Grecia, Indonesia, Canada, Messico. Le proposte  si caratterizzano per la capacità di partire da un’esigenza concreta – i mezzi pubblici, l’accesso ai libri, l’illuminazione in città – per arrivare a visioni estremamente creative come i lampioni volanti e i semafori musicali che parteciperanno all’assegnazione di un premio speciale. Gli altri progetti nascono per iniziativa di professionisti, artisti, imprenditori che a vario titolo partecipano alle attività dell’associazione Vivaio, che promuove il rilancio di Milano come capitale mondiale della cultura, della qualità del vivere e delle imprese innovative. Le idee di Expop 2014 affrontano temi  come l’uso alternativo e partecipato degli spazi privati e pubblici, una mobilità diversa, la  qualità di una socialità condivisa che caratterizzi in senso positivo Milano sotto il profilo della creatività e dell’innovazione. Tutti i progetti si connotano per una capacità visionaria che la capitale lombarda può esportare nel mondo. Expop 2014 può contare sul patrocinio del Comune di Milano, che ha inserito la manifestazione all’interno del programma culturale degli eventi collegati a Expo e del Padiglione Italia, che ospiterà all’interno della manifestazione universale le eccellenze del Made in Italy. La partecipazione a Expop  2014 è libera e gratuita: tutti possono intervenire, votare il progetto migliore e venire coinvolti nella sua realizzazione. Un approccio che ripensa Milano sotto il profilo inedito della fantasia e della progettazione creativa che non sempre la città è stata in grado di intercettare, ma che si percepisce con sempre maggiore urgenza nei cittadini. I vincitori verranno proclamati dal 1 luglio sul sito  indicato qui sotto. EXPOP III Edizione , Vivaio Riva,  via Arena 7 Milano – dalle 11...

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