mercoledì 22 novembre 2017
Smart in the City
 
Il povero labrador e la Statua della Libertà
Ott29

Il povero labrador e la Statua della Libertà

di A.C.

29 Ott 2014

Corre voce che Isis, il labrador del conte di Grantham (quello di Downton Abbey, per intenderci) sia destinato a morire di malattia per colpa del suo nome: guai associare un aristocratico e simpatico cane inglese all’esercito del Califfato. Ora, a parte che l’acronimo Isis (Stato islamico dell’Iraq e del Levante inteso come Siria) è anglosassone e varia continuamente (Isis, Isi, Isil etc) vale la pena di ricordare che Isis è uno dei più noti nomi di Iside, la prima iconica “madonna” che allatta il figlio della mitologia egizia e modello della Statua della Libertà dello scultore massone Bertholdi. Fortunata la generazione dei pennarelli Uniposca By Osama, che hanno colorato la loro vita nonostante Bin...

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Un gufo sul pacco
Ott24

Un gufo sul pacco

di A.C.

24 Ott 2014

Tre civette sul comò o un gufo sul pacco? Quando l’animalismo acceca si rischia di nuocere alle specie che si sostiene di voler difendere ad oltranza. E’ il caso dell’apparizione di Mary, “gufa” appollaiata con tutto il cipiglio della sua razza sui pacchi di Flavio Insinna. Ora, a parte che divinare su cosa pensa effettivamente un animale che – a tutta evidenza – ha da tempo abbandonato lo stato selvatico, è come minimo una forzatura, perché non considerare invece  l’approccio dei nostri simili all’esibizione di un animale da sempre considerato menagramo (e  perseguitato per questo)? La promozione a porta fortuna in un contesto che ribalta provocatoriamente la nomea  del rapace, specie agli occhi dei ragazzini, sottraendolo all’astrazione da cartoni animati (Anacleto ne La spada nella roccia, il burbero Gioele dei vecchi Carosello) per mostrarlo dal vero, rotazione diabolica della testa compresa, avrà forse minimamente infastidito Mary, ma magari salvato tanti suoi simili in natura. Qualche fucilata, qualche sassata in meno, un po’ di curiosità etologica in più. A questo gli animalisti non sembrano mai pensare, ma il gufo – nella sua superiore saggezza – probabilmente...

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Una birra al bar, ma Pop-up
Ott22

Una birra al bar, ma Pop-up

di A.C.

22 Ott 2014

  Pop-up City Lounge è un innovativo progetto che ha fatto il suo debutto nel corso dell’edizione 2014 del London Design Festival. Prima tappa di quello che sarà un tour mondiale, questo nuovo e affascinante concept di lounge bar è frutto della collaborazione tra Heineken® e 2venti talentuosi designer d’interni, di prodotto, di moda, di grafica e di animazione provenienti da Varsavia, New York, Città del Messico e Singapore all’interno delprogramma social design explorations. Il bar, alla cui realizzazione ha collaborato anche DuPont™ Corian® (per le prime volte in uno spazio pubblico è in opera la combinazionedella superficie DuPont™ Corian® con sistemi avanzati per la ricarica wireless) è composto da due container da 13 metri, riqualificati e adattati per ospitare dverse zone, tra cui una serie di aree di conversazione in cui godersi un po’ di privacy, un efficiente servizio ai tavoli, cocktail a base di birra e pietanze originali e...

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A Ebola fermiamoci
Ott21

A Ebola fermiamoci

di Antonella Cicalò

21 Ott 2014

Pubblicato da Einaudi nel 1945,  è il racconto dell’esperienza del confino in Lucania per motivi politici subito dall’autore tra il 1935 e il 1936. Il protagonista giunge ad Aliano (Gagliano nel testo) e deve confrontarsi con la profonda lontananza della campagna lucana dal mondo moderno e dallo sviluppo culturale e tecnologico della società, tanto che in un proverbio del luogo – che dà il titolo all’opera –  “Cristo” (la civiltà) si è fermato ad Eboli, e cioè parecchi chilometri più a nord di questo mondo arcaico. Il giovane intellettuale (Carlo Levi fa parte del movimento “Giustizia e Libertà”, fondato nel 1928 da Carlo Rosselli), deve confrontarsi con una realtà legata ancora a tradizioni pagane, superstizioni e stregonerie varie, succube di una borghesia parassitaria, che vive sulle spalle di gran parte della popolazione locale, priva di qualsiasi strumento di riscatto. Ad Aliano Carlo Levi metterà a frutto la sua laurea in medicina, cercando di alleviare le difficili condizioni di vita dei contadini, falciati dalle malattie e dalla malaria. Rientrerà dal confino grazie all’amnistia proclamata per la vittoria nella guerra d’Etiopia. Cristo si è fermato a Eboli all’epoca della pubblicazione fu considerato, ed è tuttora, un’attenta analisi storico-politica ed etica della “questione meridionale”. Ma  per noi oggi quell’assonanza tra Eboli ed Ebola suscita alcune diverse suggestioni. Il Sud in questo caso è l’Africa più arretrata, quella dove maghi e stregoni impongono pratiche che aumentano la diffusione del virus, ma è anche l’Africa dell’oro, dei diamanti e soprattutto delle terre e dei metalli rari indispensabili alle nostre tecnologie. L’Africa occidentale è infatti ricchissima di materie prime: petrolio in Nigeria e Benin, diamanti in Sierra Leone e Costa d’Avorio, fosfati in Senegal e Togo, caucciù, oro e diamanti in Liberia, oro e diamanti in Guinea e Ghana, bauxite in Guinea. Le terre più fertili sono riservate alle monocolture come ananas, arachidi e cotone, destinate all’esportazione mentre la Costa d’Avorio è il maggiore produttore mondiale di cacao. Non a caso la Cina sta investendo con profitto nell’area liberiana, crocevia di tutte queste risorse. Anche per questo ci si affanna presidiare dal punto di vista sanitario l’area, temendone il collasso (anche se malattie endemiche come malaria e dissenteria falcidiano in misura ben maggiore dell’ebola le popolazioni locali). Anche qui dunque, come nel sud raccontato da Levi, interessi economici miopi e rapinosi traggono profitti, ma si guardano bene dal lasciare nel terreno almeno il seme di un’emancipazione culturale. Eppure, se si rivelò illusoria la vittoria in Etiopia del regime fascista in salsa coloniale, appare assai consistente e reale quella delle mafie che hanno invaso anche l’emancipato Nord, con danni che la crisi economica oggi evidenzia a...

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Milano è Open Street!
Ott10

Milano è Open Street!

di aliste

10 Ott 2014

Fino al 2011 esibirsi in strada era vietato, non regolamentato, ostacolato in tutti i modi e assolutamente vietati gli spettacoli cosiddetti “a cappello” (il passante che mette l’offerta libera nel cappello, per intenderci). Oggi non è più così e in questi anni Milano è diventata sempre di più eta di artisti di strada che si esibiscono un po’ in tutta la città, in particolar modo nelle vie del centro animate di turisti e cittadini (via Dante, la Galleria, Piazza Duomo, San Babila, Largo Cairoli ecc.). E il punto di arrivo di questa politica di apertura è Open Street, la più grande vetrina d’arte di strada europea, un’iniziativa promossa dal Comune di Milano e da Open Street aisbl nell’ambito di Milano Cuore d’Europa, realizzata in collaborazione co la Fnas (Federazione Nazionale Arte di Strada), da Il Giorno e Disco Radio Così, dal 9 al 12 ottobre 2014, dalle 17 alle 24, l’asse piazza Duomo-Parco Sempione nel centro di Milano diventa la capitale europea della cultura urbana con oltre 100 spettacoli, messi in scena da compagnie provenienti da tutta Europa accreditate e selezionate dai direttori dei più importanti festival internazionali. Dieci postazioni, da Piazza Mercanti a Piazza Castello verranno animate da 40 performance al giorno degli artisti selezionati per la piattaforma milanese di Strad@aperta (visitare il sito per sapere gli estremi di partecipazione al contest). Inoltre, un evento speciale: l’Open Street Forum, che dalle 16 nel Cortile della Rocchetta porterà gli spettatori alla scoperta di vite straordinarie di artisti come la Banda Osiris, Parada (associazione di volontariato che si occupa dei bambini di strada di Bucarest) e dello stravagante spagnolo Leo Bassi. E poi, immancabile, lo street food con i piatti dello street-chef Giuseppe Zen e il suo staff. Altro nucleo fondamentale della manifestazione, l’Expo Gate accoglierà l’installazione di macchine-gioco “Suoni in Gioco”, il 3D street painting, la performance di pattinaggio creativo per una raccolta fondi Nastro Rosa 2014 di Lilt (solo sabato). Mostre, incontri e performance sono gratuiti. Per gli spettacoli con numero chiuso il biglietto giornaliero costa 10 euro. Sono previste riduzione per bambini e under 30 e carnet di abbonamento. Per tutte le info e il programma completo rimandiamo al sito...

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