mercoledì 20 settembre 2017
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Caligola, la poesia della crudeltà
Gen21

Caligola, la poesia della crudeltà

di A.S.

21 Gen 2016

Caligola, nella versione dell’autore francese Albert Camus, è uno dei classici di Corrado D’Elia e della sua Compagnia: uno spettacolo che ha visto i natali al Teatro Libero molti anni fa e che non perde di attualità, né di freschezza, ora al Teatro Litta. Scritto da Camus in varie fasi, dal 1937 al 1958, Caligola rappresenta la denuncia del potere, sia nell’esasperata personalizzazione del giovane imperatore, sia nell’untuosa acquiescenza  di cortigiani e amanti, adulatori e funzionari coinvolti a vario titolo nella gestione della corte imperiale. Il giovane Cesare, reso folle dalla morte dell’amatissima sorella Drusilla, è al tempo stesso poeta e boia; vulnerabile a suo modo, indifeso com’è nei confronti dell’orrore della morte che perverte il suo senso estetico in una sorta di incubo continuo. Puro a suo modo nella totale dedizione al male inferto con puntuale raffinatezza a tutti quelli che lo circondano, in modo – si potrebbe dire – completamente democratico, sembra ricondurre a sé ogni volta le sue vittime, come in una sorta di reciproca tenerezza morbosa, con Cesonia e Scipione controfigure dell’amore perduto. Sarà la congiura, guidata dall’intelligente e carismatico Cherea, ad abbatterlo in una sorta di sacrificio consapevole che nella versione di D’Elia si sostanzia in un gesto di resa rivolto alla platea, che è essa stessa Caligola, coinvolgendo il pubblico in una presa di coscienza collettiva, chiedendogli aiuto per restare vivo in nome di quello che siamo un po’ tutti, o che bramiamo di essere: liberi. D’Elia consuma invece interamente la vita di Caligola e lo fa con la consueta empatia. Sempre interessanti le scelte musicali e la scenografia che alternano al dramma, la leggerezza, l’ironia e un puntualissimo sarcasmo, di cui D’Elia è attore magistrale. Sempre affascinanti ed esteticamente notevoli i passaggi coreografici. Molto bella e funzionale la vasca piena di palline rosse, simbolo del potere in cui Caligola sceglie quando e chi fare entrare, a suo piacimento, a volte per amare, più spesso per uccidere.  Molto brava e molto generosa la compagnia: Giovanna Rossi, Alessandro Castellucci, Andrea Tibaldi, Marco Brambilla, Chiara Salvucci, Gianni Quillico, Giovanni Carretti,  Andrea Bonati, Cristina Caridi, Marco...

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