mercoledì 20 settembre 2017
Smart in the City
 
La poesia e la bellezza degli amori difficili
Mar31

La poesia e la bellezza degli amori difficili

di Alessia Stefanini

31 Mar 2017

Gli amori difficili è una raccolta di racconti di Italo Calvino meno nota dei suoi più famosi lavori, ma di una bellezza tale che sono corsa a comprarla subito dopo aver visto il bellissimo spettacolo di Loris al Teatro Out Off. Le storie narrate hanno in comune due elementi chiave: l’amore e l’assenza. C’è il commesso viaggiatore che fa la notte in treno per tornare dall’amata; la moglie che si interroga sulla sua infedeltà per essere stata fuori tutta la notte con un giovanotto in assenza del marito; la coppia che ruba momenti per stare insieme a un lavoro che li costringe a turni diurni e notturni che non coincidono; c’è l’automobilista che corre in autostrada per vedere di persona la sua amata con cui ha avuto un litigio telefonico; ci sono l’anziana prostituta e il compagno tabagista e le difficoltà di armonizzare lavoro/vita di coppia. In una scenografia (molto bella e nello stesso tempo molto funzionale) suddivisa a quadri che rappresentano le zone dell’azione (uno scompartimento di treno, un salotto, una camera da letto, un bar) gli attori si muovono in un continuum sentimentale, entrando e uscendo con maestria, dai dolenti e poetici personaggi di Calvino. Il tutto scandito da una musica di violoncello rigorosamente dal vivo, suonato da una ragazza non vedente, che mai si direbbe se non lo si venisse a sapere a fine recita. La comunicazione delicata ed efficace delle luci accompagna perfettamente tutto lo spettacolo. La regia di Loris è delicata, sottile e rispettosa della grande poesia e insieme della grande capacità di ironia di Calvino. Gli attori bravissimi, rendono i personaggi veri, struggenti, vicini al sentire di ogni tempo e di ogni età. Perché Calvino scrive questi racconti tra il 1949 e il 1967, ma le solitudini, le angosce, i desideri, le paure, le speranze che si ripongono nella persona amata sono sempre le stesse, in ogni dove e in ogni quando. Si sorride, si riflette, senz’altro ci si immedesima e senz’altro ci si commuove davanti a un’umanità così spaventata e così anelante all’amore e alla passione, al di là della faticosa e grigia vita quotidiana. Un lieve soffio di bellezza e levità in questi tempi così emotivamente difficili. LA LOCANDINA fino al 9 aprile e poi dal 18 al 30 aprile Teatro Out Off – via MacMahon 16 – tel. 0234532140 GLI AMORI DIFFICILI di Italo Calvino, regia Lorenzo Loris, con Gigio Alberti, Monica Bonomi, Nicola Ciammarughi e la partecipazione di Gemma Pedrini scena Daniela Gardinazzi costumi Nicoletta Ceccolini luci Alessandro Tinelli musiche Gemma Pedrini collaborazione ai movimenti Barbara...

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Uno, centomila e a ben vedere nessuno
Mar20

Uno, centomila e a ben vedere nessuno

di Antonella Cicalò

20 Mar 2017

Entri in un negozio o in un pubblico esercizio? Ti approcciano col tu. Guardi la televisione? Dalla macchina al pannolino, sei sempre tu ma poi… Poi improvvisamente diventi una solitamente pavida massa. Non sei più tu che magari ti sei alzato sereno, che nessuno ha minacciato di recente, che non percepisce i tornelli della metro come un posto di blocco; sei la città che si blinda, l’Italia che ha paura, il movimento che si spacca e via elencando. Ma come? Qualche minuto fa ti crogiolavi nel bagnoschiuma che ti rende fichissimo, guidavi come un drago, spianavi la ruga e saltavi come un grillo a cent’anni e adesso sei intruppato nel terrore collettivo, nel sospetto occhiuto e generalizzato? Alla fine non sei tu e non sei loro. Sei nessuno: tra mille sondaggi a te hanno mai chiesto qualcosa? Di chi sono le opinioni che ti rovesciano addosso? Sono la tua, la loro o non c’è nessuno che si esprime? Oggi è la giornata della felicità, un sentimento che ciascuno vive a modo proprio. Per raggiungerla l’Onu ha fissato 17 obiettivi, ambiziosetti per come è messa la specie, ma non impossibili. Alcuni possono essere raggiunti solo con uno sforzo collettivo (un loro inclusivo), per altri è sufficente un piccolo gesto individuale come a dire: basta il pensiero (un tu consapevole). Nessuno non è contemplato. I 17 obiettivi sviluppo sostenibile entro il 2030 Porre fine alla povertà in tutte le sue forme A oggi sono ancora molte le persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno; un fenomeno ingiusto per la dignità di qualsiasi essere umano che può giungere al termine con la cooperazione tra Paesi e l’implementazione di sistemi e misure sociali di protezione per tutti . Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile Ognuno di noi ha diritto ad avere cibo sufficiente per tutto l’anno: un concetto elementare, ma ancora trascurato. Tuttavia lo si può affermare, per esempio, con sistemi di coltivazione e produzione di cibo sostenibili e mantenendo intatto l’ecosistema e la diversità di semi e di piante da coltivare. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età Monito basilare è la riduzione del tasso mondiale di mortalità materna e impedire la morte di neonati e di bambini sotto i cinque anni per cause prevenibili. In che modo? Per esempio, assicurando l’assistenza sanitaria per tutti e supportando la ricerca e sviluppo di vaccini e medicine per malattie trasmissibili o meno. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti L’istruzione può davvero garantire ai giovani un futuro migliore....

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L’importante è la rosa
Mar16

L’importante è la rosa

di Antonella Cicalò

16 Mar 2017

L’important c’est la rose cantava nel 1968 Gilbert Becaud. L’importante è la rosa è anche il titolo di un piccolo volume di Bruno Ferrero, pubblicato da Elledieci nella collana Piccole storie per l’anima, che prende il titolo da un aneddoto che riguarda il poeta tedesco Rilke durante un soggiorno parigino. All’angolo della via che percorreva abitualmente sostava in permanenza una mendicante, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo. Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna donava spesso qualche moneta, esortandolo a fare altrettanto. «Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», le rispose il poeta che il giorno dopo arrivò con una splendida rosa appena sbocciata che le depose in mano. Accadde allora qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo al petto la rosa . Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo era di nuovo nel solito angolo, silenziosa e immobile come sempre. «Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni», si chiese la giovane francese. «Della rosa», rispose il poeta. Il preambolo ci porta a oggi, dove la rosa, offerta a un’altra povertà morale, a un altro tipo di degrado, è stata spezzata e calpestata. È successo a Lodi, ma poteva essere Vigevano. Nel secondo caso i persecutori sono stati arrestati. Nel primo caso (lo scempio dei fiori sul luogo dove è morto il ladro di Casaletto Lodigiano) l’autore purtroppo è rimasto anonimo. La matrice è la stessa, la crudeltà, alla quale la definizione letterale del dizionario restituisce tutta la sua pericolosità: «La crudeltà è l’indifferenza alla sofferenza accompagnata spesso dal piacere nell’infliggerla. I modi di infliggere sofferenza possono coinvolgere la violenza ma ci sono altri metodi che non la riguardano. Per esempio, se una persona sta annegando e vi sta chiedendo aiuto, non aiutarla ma guardarla divertendosi è un atto di crudeltà, ma non violenza (stavolta siamo a Venezia, ndr). La persona crudele ha solitamente una supremazia sul soggetto debole tanto che il termine viene usato spesso riguardo al trattamento degli animali, dei bambini, dei vecchi e dei prigionieri». Come è debole una...

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La Domenica delle Palme
Mar16

La Domenica delle Palme

di A.C.

16 Mar 2017

Entrate prepotentemente nel dibattito orto-politico milanese e per fortuna uscite, le palme rimandano a un avvenimento evangelico già alle porte: quella Domenica delle Palme, appunto, che la liturgia colloca alla fine della quaresima e a ridosso della settimana santa. Ricorda l’entrata in Gerusalemme di Gesù in sella a un asino tra ali di folla festante. Una moltitudine osannante stendeva i mantelli sotto gli zoccoli dell’umile cavalcatura mentre i rami recisi dagli alberi in questione moltiplicavano le mani plaudenti. Questo alla domenica, venerdì Cristo era già in croce come da richiesta dl popolo, che come al solito gli aveva preferito un ladro (Barabba). Pare una rievocazione storica: le palme le abbiamo, il leader osannato finché fa miracoli anche, il popolo che alla fine sceglie sempre il furbetto pure. Non finì benissimo per chi guarda all’immediato, ma in prospettiva la resurrezione fu un successo replicato tuttora....

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La bolla dei tulipani

di Antonella Cicalò

16 Mar 2017

La bolla dei tulipani è stata una bolla speculativa* sui prezzi dei bulbi dei fiori scoppiata nell’economia olandese del Seicento, forse la prima documentata nella storia del capitalismo. Un Paese che ha trasformato i fiori in moneta sonante, e che dei figli dei fiori è stata la culla, non poteva negare se stessa al punto di consegnarsi a un personaggio come Wilders. L’Olanda per l’Europa è lo sfolgorio notturno di Rembrandt, il genio di Cruijff, non certo cloni hitleriani fuori tempo massimo. La società olandese (come prima quella austriaca) è stata consapevole dell’attenzione dell’Europa, della possibilità di garantirne la tenuta ipotecando poi con forza la necessaria discussione su un cambiamento di rotta non rinviabile. Lo ha fatto votando in massa, ignorando le provocazioni turche, punendo una socialdemocrazia fiacca, ma dando ali al giovane leader verde. Gli strascichi di malattia ci sono, le ricadute sempre possibili, ma gli anticorpi stanno facendo il loro lavoro, guarire si può. È bene che lo ricordino i francesi, i tedeschi e anche noi che spesso ingigantiamo, dandogli fiato, fenomeni di intolleranza e paure. Una quota di passatismo irrimediabilmente nostalgico ci sarà sempre, ma la percentuale che abita già il futuro è solida anche in Italia. La terra è tonda, si può continuare a camminare e arrivare dall’altra parte senza cadere. Magari si rischia di affogare, ma questa è un’altra storia alla quale si dovrà porre rimedio. *Nella prima metà del XVII secolo nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo raggiunse prezzi enormi calando poi bruscamente e drasticamente. Molte persone ottennero e persero così la loro fortuna da un giorno all’altro, per l’esecrazione dei calvinisti che consideravano il fenomeno come la negazione delle virtù della moderazione, della discrezione e del lavoro genuino che informavano la società olandese  ...

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