venerdì 20 luglio 2018
Smart in the City
 
L’operazione è riuscita
Dic13

L’operazione è riuscita

di Antonella Cicalò

13 Dic 2017

Nell’epoca segnata dalla preoccupazione per le nuove forme di terrorismo internazionale, a quattro attori viene in mente di mettere in scena uno spettacolo sulle Brigate Rosse, nel tentativo di resuscitare pulsioni e passioni del tutto sopite nella società contemporanea. Ben presto però il tentativo si ripiega nella quotidianità frustrante di ognuno dei protagonisti: dal futuro padre incerto nell’accollarsi la responsabilità di una nuova nascita, al regista-autore in crisi di autostima, all’aspirante attore di reality in tv, all’interprete volenteroso ma privo di talento. Su tutti aleggia l’aspirazione al successo incarnata dalla demiurgica figura del Critico la cui presenza salvifica (con relativa critica positiva) si identifica con il destino stesso dell’Attore. I dialoghi sono divertenti e amari nello stesso tempo. Godibili per tutto il pubblico, sono irresistibili per gli addetti ai lavori che vi riconosceranno tic e citazioni a non finire, da Pinter a Pasolini, da Cechov al teatro contemporaneo d’avanguardia. Procedono dunque di pari passo le gesta rivoluzionarie nelle intenzioni e le più viete prassi conformiste. Come prevedibile il sospirato critico (qui un onomatopeico Marco Mezzasala) non si presenterà, distratto da un’occasione modaiola e non basterà ai protagonisti il tributo del pubblico. In un sussulto di ribellione sequestrano il critico (in una squinternata riedizione del sequestro Moro) obbligandolo ad assistere, legato e imbavagliato, alla rappresentazione. Ma come suprema prova di indifferenza professionale Marco Mezzasala si addormenterà, in una quantomeno metaforica indifferenza sia allo spettacolo che al sequestro, e i quattro lo lasceranno andare, pur cercando di raccogliere qualche brandello di dignità. E’ un finale amarognolo in accordo coi tempi, dove alla violenza “levatrice della Storia” come sosteneva Marx, si contrappone l’assuefazione a pratiche che negano il merito a vantaggio della mediocrità. Sul palco Rosario Lisma (autore, regista e interprete), Ugo Giacomazzi, Fabrizio Lombardo, Andrea Narsi e Gianni Quilico (nei panni di Mezzasala). Attori in stato di grazia, una regia tanto semplice quanto efficacissima e un testo che funziona come un orologio, con monologhi che raggiungono rarissimi picchi di intelligenza. Uno spettacolo da vedere assolutamente, una perla di poesia, che lascia agli attori in sala uno strano gusto agrodolce in bocca. Ma si ride di uno sfacelo, e alla fine la consapevolezza è molto amara....

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