domenica 24 settembre 2017
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C’erano una volta: le energie rinnovabili
Apr05

C’erano una volta: le energie rinnovabili

di Antonella Cicalò

5 Apr 2014

A parte la terra e l’acqua, che si possono “toccare”, l’aria, il vento, il sole o la luna producono effetti fisici che gli uomini hanno sempre potuto percepire, ma non manipolare direttamente. Osservare il cielo, da cui tutto ciò sembrava provenire, è  stato allora lo scopo primario dei sapienti di tutti i tempi in tutti i luoghi. Non per caso il mito dei Magi all’inseguimento di una stella fuori dal comune riecheggia, come il Diluvio, in tutte le tradizioni, indipendentemente dal credo religioso. La prima scienza, affidata ai sacerdoti (da sacer, che in latino vuol dire separato) ha codificato le osservazioni astronomiche con una sagacia e una verosimiglianza  sorprendenti. Poi vennero gli alchimisti… Ma proponiamoci di non andare troppo lontano, e vediamo invece  brevemente quali significati l’inconscio collettivo dell’umanità – come lo chiamava il padre della psicologia analitica Carl Gustav Jung (1875-1961) – ha incorporato rispetto al sole e al vento-aria. Dell’acqua (le turbine di nuova generazione che sfruttano le correnti) e della terra (geotermico) ci occuperemo un’altra volta. Sole È il primo e più evidente motore energetico. Anche oggi è l’energia rinnovabile su cui maggiormente si concentra la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Il sole è la sorgente della luce, del calore e della vita; sta al centro del cielo come il cuore sta al centro del corpo umano. I nostri predecessori, in tutti i luoghi e in tutte le epoche, non potevano non concentrare su di esso speranze e timori, emozioni e intelligenza. Il sole entra nell’architettura con il rito fondativo di ogni città: l’omaggio che gli veniva dedicato era l’orientamento nella sua direzione. Allo stesso modo entra nelle case e nei templi attraverso tutte le ricerche antiche e moderne, messe in atto per sfruttarne al meglio il calore e la luce, per riscaldare nei climi rigidi o, al contrario, per difendersene nei climi caldi. Ancor oggi nel tempio egizio di Karnak dedicato ad Amon, all’equinozio di primavera il sole entra a lambire la Triade divina di Tebe (Amon-Ra, Mut e Khonsu); lo stesso accade al solstizio d’estate a Stonehenge o nelle cattedrali gotiche in particolari periodi dell’anno solare. Furono le civiltà precolombiane (Inca, Maya, Aztechi) a essere definite “Imperi del Sole” per l’imponenza delle strutture templari dedicate alla divinizzazione della nostra stella. Per gli antichi messicani il ciclo temporale era misurato in “soli”, mentre all’altro capo del mondo il Sol Levante coincide con il nome stesso del Giappone: Ni-hon. Tutta la natura partecipa al simbolismo del sole raffigurato con un gran numero di fiori e animali come loto, girasole, aquila, leone solo per citarne alcuni. Del sole si osservava il percorso nel cielo e ogni popolo ha...

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