mercoledì 20 settembre 2017
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Neuroscienze: ti capisco al volo
Apr05

Neuroscienze: ti capisco al volo

di A.Sa.

5 Apr 2014

Al nostro cervello, e precisamente nella corteccia orbito-frontale, bastano 300 millisecondi per capire se l’espressione o l’atteggiamento fisico di una persona sono coerenti con lo stato d’animo che dovrebbe esprimere o con una descrizione verbale dello stesso stato d’animo. E se non lo sono, il messaggio verbale ha vita breve! Almeno stando a una ricerca segnalata sul sito di Molecularlab. Il cervello infatti confronta molto rapidamente gli input provenienti dalle aree che elaborano le espressioni facciali, la mimica e i movimenti del corpo (incluso il sistema specchio) e le confronta con sensazioni viscerali della nostra memoria affettiva per una verifica immediata. Lo rivela una ricerca coordinata dall’Università di Milano-Bicocca pubblicata sulla rivista americana Plos One. Lo studio è stato realizzato da Alice Mado Proverbio, del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con Marta Calbi, dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, Alberto Zani, dell’Istituto di Fisiologia e bioimmagini molecolari del Cnr e Mariella Manfredi, dipartimento di Scienze Cognitive della University of California, San Diego. A trenta studenti universitari sono state fatte osservare 280 fotografie nelle quali otto attori teatrali mimavano differenti stati d’animo. Durante l’osservazione delle foto, accompagnate da descrizioni verbali dell’emozione interpretata, è stata effettuata la tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione (Loreta, Low Resolution Electromagnetic Tomography) per misurare l’attività elettromagnetica del cervello. In questo modo è stato misurato il tempo nel quale il nostro cervello riconosce l’incongruenza – 300 millisecondi – ed è stata identificata la regione del cervello nella quale avviene il riconoscimento: la corteccia orbito frontale ventromediale. È in questa regione che vengono elaborati i segnali che arrivano letteralmente dalla “pancia” (ovvero, da come ci sentiamo di fronte all’atteggiamento di chi ci sta davanti). Si tratta dei marker viscero-somatici legati ai nostri ricordi e alle nostre memorie affettive più profonde. Queste informazioni, una volta giunte nella corteccia orbito frontale ventromediale, vengono usate per capire, per esempio, se una persona è sincera oppure no con noi. «Questa ricerca – spiega Alice Proverbio, professoressa associata di Psicobiologia e coordinatrice della ricerca – è finalizzata a capire quali sono i meccanismi attraverso i quali comprendiamo lo stato d’animo degli altri». Da questo processo di valutazione discendono tutta una serie di comportamenti fondamentali per relazionarci nella vita quotidiana. Dal maggiore o minore grado di interferenze, anche a seconda dei vissuti di ciascuno, possono derivare decisioni importanti per la nostra sicurezza, il nostro lavoro, la nostra capacità di condividere emozioni e sentimenti che riconosciamo anche negli altri. La scienza insomma si intreccia sempre di più con le radici del nostro stesso modo di stare al mondo.  Fonte: Comprehending body language and mimics: an ERP and neuroimaging study on Italian actors...

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