mercoledì 20 settembre 2017
Smart in the City

Sotto sotto c’è una Milano Romana

di Alessia Stefanini

5 Mag 2014

In superficie tutti i weekend passeggeranno i centurioni, ma sotto la sede della Milano del commercio c’è un piccolo teatro in cui un progetto innovativo di museografia sensibile ha ricreato i suoni e gli odori dell’Impero
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Il muro e sulla destra le statue recitanti

Si sono aperti  gli itinerari della Milano Romana (il capoluogo lombardo fu capitale dell’Impero romano d’Occidente dal 286 al 402 d.C.) le cui vestigia si possono ancora osservare in zona Magenta tra via Brisa e il Museo archeologico. Guide in costume da centurione in stile Colosseo  condurranno i partecipanti a un parcorso anche in vista dei flussi turistici attesi per Expo 2015.

Ma  forse non tutti sanno che sotto la Camera di Commercio di Via Meravigli 9, e più precisamente presso l’interrato di Palazzo Turati, c’è addirittura un piccolo teatro romano con un allestimento museografico multimediale permanente che copre un’area archeologica di soli 600 mq progettato da Studio Lariani Architettura*.

Abbiamo chiesto a Ettore Lariani, progettista dell’allestimento, una sintetica descrizione delle opere:

 

“Data la morfologia del sito è stato possibile creare una museografia multimediale stabile e dai limitati costi di gestione, con installazioni in sospensione sulle murature e al piano delle stesse. Al passaggio del visitatore, in prossimità dei leggii esplicativi, le installazioni si attivano.

L’utente può così contemplare una rappresentazione per volta, sequenzialmente, oppure attivarne più d’una e goderne in contemporanea. In presenza di più visitatori in movimento le installazioni si attivano con coerenza, creando così un’atmosfera simile a un teatro reale, con una colonna sonora ipertestuale, illuminazioni puntuali ed eventi dinamici e statici dal punto di vista visivo. E’ la prima installazione permanente progettata secondo i dettami della museografia sensibile e dell’acusmetria® una disciplina innovativa che si può approfondire in una serie di testi (per esempio, Il Museo sensibile. Suono e ipertesti negli allestimenti di Ettore Lariani, edito da Franco Angeli o per le stesse edizioni Acusmetria. Il suono visibile, di Francesco Rampichini). Il percorso didattico è stato curato dall’Istituto di Archeologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la visita dura circa mezz’ora ed è particolarmente adatta agli studenti di ogni ordine e grado, così come agli adulti curiosi di una diversa fruizione di un manufatto antico e magari abituati alle installazioni proprie dell’arte contemporanea. Qui è possibile infatti saltare nel tempo con la “Lastra olfattiva in ferro”, dotata di emanatori aromatici e pannelli esplicativi che citano le  fonti storiche  per questa ricostruzione particolare: quattro odori di epoca romana presenti nel teatro in attività, ricostruiti e attivati tramite rilevatori di presenza: si tratta di zafferano (utilizzato per la profumazione degli spazi teatrali), acqua di rose (usato come profumo personale), vino dolce (bevanda consueta nell’occasione) e ovviamente odori corporali (un mix di odori umani e animali).

L’ installazione “Muro e Teatro romano” è una videoproiezione acusmetrica (musiche del maestro Francesco Rampichini, visual di Francesco Civelli) su telo verticale di 5 metri per 3, sempre attivata dal rilevatore di presenza. E’ la rappresentazione dinamica della muratura di fondazione che si disvela sulle rovine, generando virtualmente  il muro e lo scheletro strutturale dell’intera costruzione (il teatro) che così si compone linea per linea. La composizione acusmetrica della costruzione determina la posizione dei punti e delle linee nello spazio e si coordina musicalmente al Plasma acustico, composizione continua che consente di recepire gli inserti musicali e i suoni delle singole situazioni isolate.

Nello spazio sono state ricreate le “Statue recitanti”: sulla superficie di due statue lisce, bianche, di forma pura, scorre una videoproiezione con i testi di Giorgio Albertazzi che recita la Casina di Plauto. Un’immersione nello spazio e nel tempo che rende molto coinvolgente l’emozione del ritorno in superficie”.

Le rovine del teatro romano sono aperte al pubblico e la visita è gratuita, ma dato il poco spazio disponibile è necessaria la prenotazione consultando il sito dedicato oppure telefonare al numero 02.85155108 – 4386 (lunedì dalle 9.30 alle 12.30)

*(lo Studio Lariani ringrazia per la consulenza e la collaborazione Arch. Maria Claudia Civelli, Prof. Marco Maiocchi, Arch. Valentina Severi, Francesco Civelli, Giulia Siena, Università Cattolica di Milano, Oikos Fragrance).

 

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