mercoledì 12 dicembre 2018
Smart in the City

Parole da mangiare

di Gianni Vacchelli

22 Mag 2014

La letteratura è realtà, è sogno, è liberazione, è (anche) l'offerta di un... biscotto
emmaus moretto

La Cena di Emmaus di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Brescia, 1498 circa – 1554).

Suona la campanella, entri in classe, solito, i libri, i registri e un piccolo involto. Fai in modo di non farlo notare. Buongiorno ragazzi! Buongiorno, prof! Se c’è un ripiano sotto la cattedra (qualche modello ne ha), lo metti lì, al riparo. Se no, quando ti siedi, con nonchalance lo nascondi un po’ dietro i libri, coperto dalla borsa, ora artatamente sulla cattedra. È importante. Un piccolo rito. Che avviene con un libro speciale, con un autore amatissimo.

Da qualche parte hai letto che nella tradizione ebraica talvolta l’inizio dello studio della Torah è inaugurato da dolci lettere dell’alfabeto, coperte di miele, offerte agli allievi. Allora puoi farlo anche tu, lo farai con Dante -(o con Saffo, con Eschilo, con Catullo, con Seneca, con Cervantes, con Shakespeare, con Leopardi, con Kafka, con Ungaretti etc, insomma con uno di quei libri che ti hanno profondamente toccato, che ti hanno fatto ridere, piangere, pensare, meravigliare, stare silente e che, naturalmente, conosci alla perfezione e su cui hai letto tutto).

La Commedia della vita

«Ragazzi la Commedia può cambiarvi la vita, e in qualunque caso vi nutrirà. La amerete, e, comunque, qualcosa vi lascerà, e poi la ritroverete, la rileggerete. C’è dentro la vita, la morte, la passione, l’amore più nero e quello più spirituale, il dolore, il male, la gioia, la luce, la bellezza, la follia, la cura, l’amicizia, la domanda su Dio, su se stessi, l’immaginazione, la natura, gli abissi e le altezze… La Commedia è così, ti entra dentro, ti fa crescere, ed è cibo per il tuo cuore, per la tua mente».

Loro ti guardano, presi, meravigliati, ed è qui che recuperi, con destrezza prestidigitatoria, il tuo involto. Lo scarti. I tuoi biscottini presi nella miglior pasticceria della zona, o fatti da te se hai pure di queste arti (non è il mio caso). Anche se non sono a forma di lettera sono cibo dolce e prelibato. «Ecco per simboleggiarvi questo, per farne esperienza, adesso passo tra i banchi e ne prendete uno. Aspettate però a mangiarlo, vi raccomando». E loro sorridono, sorpresi, divertiti, anche con un sottile imbarazzo. Bello. «Questa ve la ricordate fin che campate. Ora potete mangiare…». E si gusta insieme il biscotto e subito dopo il testo, la spiegazione, la passione che circola…

Beh, si capisce, credo. La piccola proposta è questa, la grande svolta è sottomano ogni giorno. La ricchezza è davanti ai nostri occhi… Dove?, ancora vi state domandando un po’ perplessi. Ma qui, davanti a noi, è la letteratura. E la modesta proposta è questa appunto: di spiegarla ai ragazzi e soprattutto di leggerla e viverla con loro per quello che è: una straordinaria avventura umana, che continuamente ci parla di noi, della nostra interiorità, delle nostre aspirazioni, delle nostre ombre, dei nostri amori, dei nostri slanci e delle nostre cadute…

Non di solo Invalsi

Non la si può tradire sempre con i riassunti, le schede-libro (ormai per lo più scaricate da internet), le note iper-dotte e sideralmente lontane, le analisi fredde e formalistiche, i test a crocette tipo Invalsi. La letteratura è realtà, è sogno, è liberazione. E di questo (anche) hanno bisogno i nostri giovani, e noi con loro. La letteratura parla di modificare l’esistente, di ri-immaginarlo. Quanto c’è bisogno di questo nei tempi di crisi dove ti si sussurra quasi ovunque che non c’è alternativa! Il futuro si fa solo incerto. E con la letteratura, anche con lei, lo riapri.

Allora si può fare insieme l’esperienza che la letteratura in primo luogo non è soltanto erudizione, ma attenzione, dedizione, auscultazione, conoscenza del mondo e di sé. È bellezza, rigore e passione. Certo non disprezziamo le nozioni: sono necessarie, ma non sono l’essenza. L’essenza è il risveglio.

E allora dobbiamo avere fatto esperienza noi dello studio (e della letteratura) come risveglio. E così passarla ai giovani, accenderli di questo fuoco. Questo deve favorire la scuola, questo l’insegnamento di Socrate, Dante, Tasso, Manzoni, Baudelaire, Rimbaud, Kierkegaard, Nietzsche, Bergson, Joyce, Jung, Montale, Luzi, per citare solo alcuni “spiriti magni” (tra tanti altri possibili). Questo è bussare alle menti alle anime alle potenzialità dei nostri giovani, perché il tutto ha bussato e bussa in noi e attraverso di noi si manifesta. È il richiamo al “vai verso di te”, ben presente nella letteratura, nella filosofia, nei grandi miti, nei simboli di molte tradizioni religiose, se noi sappiamo scorgerlo, viverlo e attivarlo. Un vai verso di te che è anche un vai verso l’altro, verso l’esterno, verso la vita che è dentro e fuori di te.

Allora, se parlo de La Gerusalemme liberata di Tasso, non tralascerò tutte le informazioni utili a comprendere il testo, spiegherò il contesto storico-culturale nel quale l’opera è nata, come si relaziona ad altri scritti dell’autore, quali sono le sue fonti. Massima diligenza. Ma non mi basterà questa ricognizione. Infatti, quando Rinaldo combatte contro la selva incantata, che sgomina tutti i cavalieri e ne impedisce la missione, il poeta descrive un vero e proprio viaggio interiore. L’eroe affronta le sue ombre i suoi fantasmi le sue angosce, per maturare, crescere, divenire ciò che è. Lì è il richiamo, lì la possibilità del risveglio, lì l’essenza dell’opera da far scoprire e vivere.

Possiamo insegnare Platone senza citare l’ultima riga della Lettera XIII: «Sii te stesso»? Anche nella quotidianità difficile e sfiancante dell’aula possiamo ancora aprire brecce, parlare di letteratura come fosse la prima volta: non disperdere nulla del patrimonio didattico, se è saggio, ma farne soprattutto un’avventura esistenziale, un’esperienza di bellezza. Gli scrittori tornano così quello che sono: uomini, amici, compagni di viaggio…

Gianni Vacchelli è scrittore e professore di ruolo di letteratura italiana nella Scuola Secondaria Superiore. E’ membro della Comunità di Ricerca “Culture Religioni Diritti Nonviolenza” dell’Università di Bergamo, ispirata al pensiero di Raimon Panikkar.

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1 Commento

  1. Non ho mai sentito un tale elogio alla e descrizione della letteratura e devo dire che lo condivido in pieno. La mia passione per la lettura è data proprio da questo, dai viaggi che ti permette di fare, i mondi che con essa puoi scoprire e quindi la conoscenza che ti permette di acquisire. Fa anche staccare dalla quotidianità facendoti immergere in altre storie; forse l’unica nota negativa è che a volte ci si ritrova a sognare poi di trovarsi nei mondi descritti nei libri prendendo troppo le distanze dalla realtà.
    Inoltre le proprie letture devono essere davvero interpretate, capite e studiate, e non spersonalizzate se trasportate sui banchi di scuola.

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