venerdì 21 settembre 2018
Smart in the City

In perfetto silenzio

di Antonella Cicalò

16 Gen 2018

La sordità come capacità di ascolto interiore. Al Teatro Litta di Milano va in scena uno degli spettacoli più riusciti di Corrado D'Elia.

Basta poco più di un’ora a Corrado D’Elia, con Io, Ludwig Van Beethoven (in scena al Teatro Litta – Manifatture Teatrali Milanesi), per raccontare la vita del genio tedesco, e scavare nell’uomo che ha espresso straordinariamente il suo tempo. Paradossalmente è il silenzio interiore imposto da una sordità precoce a imprimere alla grande musica dell’autore la sua cifra artistica e umana.

Un’infanzia difficile, una vicenda personale segnata da una riluttante scontrosità nei rapporti umani condizionati dalla menomazione dell’udito fino a una straordinaria riconversione personale capace di celebrare quella Gioia della quale l’Europa e un po’ ciascuno di noi ha fatto il suo inno.

Consapevole del ruolo che in questo spettacolo gioca il “suono”, Corrado D’Elia si regala ancora una volta con generosità al suo pubblico proprio attraverso la voce, investendo di essa la mimica dell’attore e il gesto del musicista.

Poca scena: uno sgabello, pareti bianche, qualche gioco di luce seguono il ritmo della narrazione sintetica, capace di attraversare i momenti salienti di una biografia straordinaria e di commuoverci al commiato con la Nona Sinfonia. Allo sventolare di quei fazzoletti bianchi che i viennesi, ritrovando finalmente il loro cantore, sventolarono freneticamente come a toccarlo, a essergli vicino e, finalmente, a comprenderlo.

Ci pare di essere anche noi con loro a sventolare e questa sensazione che D’Elia sa trasmettere fa di questo spettacolo un piccolo gioiello interdisciplinare dove voce, musica, luci si tengono con grande qualità.

Io, Ludwig van Beethoven
progetto, regia e interpretazione di Corrado d’Elia
disegno luci: Alessandro Tinelli
tecnico luci: Alice Colla
tecnico audio: Gabriele Copes
grafica: Chiara Salvucci
produzione: Compagnia Corrado d’Elia

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