martedì 21 novembre 2017
Smart in the City

Il raglio d’asino sale al cielo, eccome

di Antonella Cicalò

14 Dic 2014

Un vecchio proverbio recita che “raglio d’asino non sale al cielo”, ma non è vero. Qualche giorno fa una coppia di asinelli sono stati donati a Papa Francesco, il latte d’asina è oggi oggetto della ricerca scientifica e anche nella gestione del territorio questi quadrupedi hanno qualche cosa da dire

asinaPresso i popoli antichi, il latte dell’asina era tenuto in gran considerazione. I Greci ritenevano fosse un rimedio eccellente; per i Romani era una bevanda di lusso, mentre Ippocrate lo raccomandava per avvelenamenti e intossicazioni, dolori articolari e cicatrizzazione dei tessuti. A Delfi l’asino era un animale sacro e in Cina l’asino bianco è spesso la cavalcatura degli Immortali. Del resto, la tradizione cristiana colloca un asino accanto a Gesù Bambino e un’asina lo porta in groppa all’entrata in Gerusalemme. Nella tradizione biblica quest’ultima annuncia a volta le intenzioni divine. Le testimonianze storiche più remote sono reperibili sui bassorilievi egizi risalenti al 2500  a.C.,mabisognerà tuttavia aspettare il Rinascimento perché tale prodotto diventi per la prima volta oggetto di considerazione scientifica.

E ancora, tanti e sfaccettati sono i significati simbolici di questo animale che incarna virtù e pulsioni diverse.  Ma fuori da quest’ambito, ancora all’inizio del XX secolo, il latte d’asina era un rimedio al quale facevano ricorso un gran numero di persone. Soprattutto a Parigi vennero impiantate numerose stalle asinine, dove le signore eleganti si aggiudicavano la preziosa bevanda pagandola più di 8 franchi al litro che prima della guerra del ‘14-’18 non erano certo pochi.

poppeaLa bellezza dell’asino è un modo di dire, intendendo con ciò lo splendore della gioventù, ma è vero che il suo latte è idratante, ipoallergenico e lenitivo tanto che le matrone romane e le nobili egiziane come Poppea e Cleopatra, lo usavano per fare il bagno. Oggi la comunità scientifica riconosce la fondatezza di questo retaggio perfino in una funzione fondamentale come l’allattamento umano: qualora il latte materno non sia consigliato né disponibile e sia necessario un latte sostitutivo, proprio il latte d’asina rappresenta un’eccellente alternativa naturale dalle rare proprietà alimentari (Bergoglio stesso è stato alimentato così).  In caso di allergie, soprattutto alle proteine di latte bovino, il latte d’asina è un sostituto incomparabile rispetto a tutte le altre diete a base di latte. Tutte queste ragioni hanno messo in evidenza la concreta possibilità di realizzare un “circuito di latte d’asina”, anche approfittando del grande interessa per l’alimentazione sostenibile messo in moto da Expo 2015.

L’asinella nutrice

Per questo qualche giorno fa, durante l’udienza generale del mercoledì, Pierluigi Christophe Orunesu (origini in Sardegna, terra di asinelli e  di abitanti particolarmente longevi ) presidente di Eurolactis Group SA, ha offerto due asini e un consistente carico di latte d’asina a Papa Francesco e all’ospedale Bambin Gesù di Roma. Thea e Noé, i due animali consegnati al Pontefice, fanno parte del nucleo del primo progetto di filiera verticalmente integrata destinata alla produzione del latte d’asina.bergoglio

Per le sue caratteristiche, la comunità medico-scientifica si sta interessando sempre più a questo tipo di latte ed Eurolactis partecipa a un importante programma di ricerca, finanziato dalla Comunità Europea, al fine di assicurare l’alimentazione e la salute dei bambini nati prima del termine. Uno studio clinico condotto su 150 prematuri è stato appena avviato dal reparto di neonatologia Sant’Anna dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Ogni anno, infatti, nascono nel mondo 15 milioni di bambini prematuri (1 bambino su 10) dei quali, secondo fonti dell’Organizzazione mondiale della sanità, oltre un milione muore.

Consentire lo sviluppo agricolo e commerciale del latte d’asina su vasta scala nel pieno rispetto della natura su più ampia scala giustifica un programma di portata europea che coinvolga i più grandi esperti del settore.

Per quanto riguarda Eurolactis Group SA, le asine da latte e gli asinelli si sono rapidamente adattati alle condizioni sperimentali e il livello medio di produzione è aumentato nel quotidiano in maniera significativa durante il secondo anno di studi, mentre lo studio che si interessa delle caratteristiche nutrizionali ha messo in evidenza tenori leggermente ridotti delle frazioni di proteine allergeniche, oltre a un interessante profilo di acidi dei lipidi. Il latte d’asina si è rivelato ipolipidico, tuttavia il perfezionarsi delle tecniche di allevamento, la standardizzazione della fase della mungitura, la messa a punto delle strategie nutrizionali così come la selezione genetica possono contribuire a innalzare il livello lipidico del latte d’asina e, di conseguenza, il valore nutritivo.

L’aspetto igienico-sanitario è stato da subito positivo. L’elevato livello di lisozima osservato potrebbe non soltanto contribuire alla buona qualità microbiologica del latte d’asina, ma potrebbe inoltre rappresentare la spiegazione dell’impiego sin dall’antichità del latte d’asina in preparati dermatologici.

La realizzazione del sistema innovativo che ruota attorno al latte d’asina è particolarmente interessante nell’ Europa centrale e nella regione mediterranea, dove esistono specie autoctone dotate di grande rusticità e resistenza e che però oggi sono in forte contrazione numerica. E ancora, in termini di reintroduzione di tradizioni e alimenti storici oltre alla salvaguardia delle specie alternative da destinare all’allevamento, questo settore potrebbe rappresentare una notevole risorsa zootecnica per le regioni collinari, pedemontane e per le isole, soprattutto se associata a iniziative come, per esempio, il turismo rurale o l’ippoterapia.

Un esempio è il Rifugio degli asinelli di Sala Biellese che sul modello del Donkey Santuary inglese ha realizzato una struttura che attira in gran numero visitatori di tutte le età, dediti alla pratica del turismo sostenibile. Anche l’ippoterapia con gli asinelli offre vantaggi rispetto al trattamento analogo coi  cavalli. Il primo impatto con il paziente deve essere infatti il meno traumatico possibile e se la mole di un cavallo può spaventare, l’asinello è più a misura d’uomo e ha reazioni più duttili e pazienti.
Autismo e iperattività sono le problematiche più spesso trattate, cui si aggiungono disturbi dell´apprendimento e del linguaggio o più semplicemente carenza di autostima.

Asinelli urbani

L’Equus-sostenibile

Forse non tutti sanno che dal giugno 2011 è partito un progetto sperimentale di gestione sostenibile di 50 ettari di prato e giardini del Centro Ricerche Enea della Casaccia Attori principali del progetto cinque giovani asinelli, che hanno il compito di tosaerba ecologici e di decespugliatori adimpatto zero. Due varietà amiatini e tre di tolfetani pascolano indisturbati in alcune aree verdi col compito è quello di sfalciare l’erba: in modo naturale, ne controllano e ne contengono la crescita insieme a quella di alcuni arbusti. Hanno un contratto a tempo determinato (nel periodo invernale ritornano a casa, sui monti della Tolfa) che prevede pasti ricchi in quantità e varietà di specie erbacee come retribuzione per la loro attività.

In tempi di crisi economica, anche in Italia, come in alcuni paesi nordeuropei, sono sempre più diffuse iniziative ed esperienze che utilizzano e promuovono l’impiego di erbivori per la gestione ecologica ed economicamente sostenibile di aree verdi sia urbane che naturali. In questo contesto, è nato dunqua il progetto pilota Equus-sostenibile, realizzato grazie alla collaborazione tra il laboratorio Utagri-Eco (Laboratorio gestione sostenibile degli agro-sistemi) dell’Unità Tecnica sviluppo sostenibile ed nnovazione del sistema agro-industriale e la Direzione del Centro Casaccia. Un esempio di come idee e competenze interne all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) possano dare un contributo, anche economicamente significativo, alla soluzione di problemi gestionali dei Centri di ricerca Enea.

Equus-sostenibile non è un progetto di innovazione, né un progetto di ricerca: è un progetto per la reintroduzione di una buona e “antica” pratica, ma valutata anche con gli strumenti metodologici della ricerca.

Il Centro ricerche della Casaccia, storicamente un’azienda agricola, ha tutte le caratteristiche per riproporre in chiave moderna le migliori pratiche gestionali e mettere in atto su scala aziendale quelle tecniche e pratiche che sarebbe utile trasferire ad amministrazioni pubbliche, aziende agricole e imprese. La gestione sostenibile della complessità ambientale comprendeinfatti aspetti che integrano tanto l’innovazione tecnologica quanto le  buone pratiche gestionali, risultato della presenza dell’uomo sul territorio.

Tra i diversi erbivori potenzialmente idonei per questa attività, proprio l’asino è stato scelto per le sue particolari caratteristiche che rispondono alle specifiche esigenze del Centro. Si adatta infatti a superfici di limitata estensione e anche a diverse condizioni climatiche senza esigenze strutturali (tettoie e/o capannoni) per il ricovero, soprattutto nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno; è facile da gestire e da organizzazione nel pascolamento; ha un peso ridotto e la possibilità di essere utilizzato su superfici a forte pendenza; è docile e consuma una quantità di foraggio elevata in relazione alla sua massa corporea (vantaggio rispetto ai ruminanti, se si desidera un efficace asporto di fitomassa con metodi ecologici).

Gli asini hanno un’ottima resa nel pascolo controllato (con recinzioni), perché non disdegnano neppure la vegetazione legnosa fino a 1-2 cm di diametro e, grazie alla loro mole contenuta, non rovinano eccessivamente il suolo anche in caso di forti pendenze. Gli asini inoltre, nutrendosi anche di piante di scarso valore foraggero possono contenere il ricaccio della vegetazione tagliata dall’uomo.

Il progetto ha dimostrato come gli asini siano in grado di contenere efficacemente la crescita della maggior parte delle specie di erbacce, prevalentemente graminacee, presenti nelle aree verdi del Centro. Si è osservata una completa asportazione, pari ad alcuni millimetri, dal livello del terreno. Infatti gli asini, ed in generale gli equini, riescono, a differenza di altri erbivori, a rasare il cotico erboso a un livello prossimo a quello del terreno grazie all’azione sinergica degli incisivi superiori e inferiori e delle labbra. Gli asini si sono adattati alla perfezione all’ambiente loro destinato e non sono stati registrati problemi particolari nella loro gestione.

Il “governo della mano” (un quotidiano controllo a vista dello stato degli animali, in particolare delle zampe, e della disponibilità di acqua nei fontanili), effettuato per pochi minuti da un addetto con cadenza giornaliera, si è rivelato sufficiente a garantire una gestione corretta. Inoltre, quella che era una delle principali preoccupazioni all’inizio del progetto, la interazione degli animali con il personale e con gli ospiti che frequentano il Centro, si è rivelata infondata: non solo non sono stati rilevati problemi di sorta, sia nelle zone a recinzione fissa che nelle zone a recinzione mobile elettrificata, ma di fatto gli asinelli sono stati adottati come mascotte da una buona parte del personale del Centro.

Anche dal punto di vista economico il progetto è un successo. L’intervento degli asini che, va ricordato, è stato realizzato a costo zero, ha consentito lo sfalcio di 2,5 ha di terreno del Centro; di questi, un ettaro viene normalmente trattato con falciatrice, mentre 1,5 ha vengono trattati con decespugliatore. Su base annua, il risparmio ottenuto si aggira sui 13.000 euro a fronte di una spesa sostenuta per la realizzazione delle recinzioni fisse e l’acquisto delle recinzioni mobili di circa 9.500 euro il costo delle quali è quindi già stato ripagato, considerando che la maggior parte degli interventi di manutenzione del verde viene effettuata nel periodo estivo.

In conclusione, il progetto si sta senz’altro rivelando un buon esempio di gestione delle zone verdi di aree private, mostrando anche la possibilità di replicabilità negli altri Centri Enea che presentino le stesse problematiche del Centro Casaccia.

I primi risultati indicano anche che l’estensione delle aree trattate potrebbe portare un potenziale notevole contributo alla sostenibilità economico ambientale della gestione del Centro Casaccia.

Biblioasini, asini spazzini, asini postini

In origine era chiamato Biblioburro, (burro in spagnolo significa asino). E’ nato infatti in Colombia da un’idea di Luis Soriano, maestro della scuola primaria e bibliotecario ambulante con i suoi asini Alfa e Beto. In Italia nasce col progetto “Biblioasino, libri in prestito a passo d’asino”, avviato nel 2010 da Lucia Pignatelli in compagnia del suo asino Serafino. Da allora Lucia e Serafino hanno fatto tanta strada insieme e come per incanto, dopo tanto tempo passato a trasportare libri e documenti sono finiti essi stessi tra le pagine di un libro intitolato “L’asino che legge” di Anna Lavatelli con illustrazioni di Maurizia Rubino.

Nel corso del tempo le iniziative si sono moltiplicate un po’ in tutta Italia, avvicinando i bambini alla lettura grazie alle particolarità dell’animale che raggiunge passo passo anche luoghi di difficile accesso, come le terre alte di montagna, a nord come al sud.

Per la raccolta differenziata dei rifiuti a Castelbuono nelle Madonie si impiegano sei asine ragusane che sono costate seimila euro contro i trentamila di un auto compattatore. La manutenzione delle asine garantisce un risparmio di altri duemila euro e mentre il mezzo meccanico vive in media cinque anni, le asine sono attive per almeno venti. Inoltre, insieme al pastore divenuto operatore ecologico, arrivano nelle stradine del paese dove l’autocompattatore non potrebbe arrivare. Oltre che per la raccolta rifiuti gli animali sono utilizzati anche per la produzione di latte e per il trekking che ai turisti piace molto. L’esempio è stato seguito da moltissimi comuni che impiegano questi animali anche nella consegna della posta.

In conclusione, l’asinello entra a pieno titolo in una gestione intelligente del territorio estesa anche alle aree urbane a verde nelle quali si rivela un collaboratore capace, economico e di piacevole e rasserenante compagnia il che, oggi, è terapeutico.
 

 

 

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