domenica 16 Febbraio 2020
Smart in the City

L’isola che c’è

di Nicoletta Cicalò

31 Mar 2014

Secondo semaforo a destra, questo è il cammino e poi dritto fino all'Unicredit Tower, poi la strada la trovi da te, porta all'Isola...che c'è!

 

Il quartiere Isola di Milano nasce come quartiere popolare a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Oggi è il simbolo di come cambia la città.

Dal 2007 infatti l’Isola ha fatto parte del progetto Porta Nuova, nato per riqualificare le aree circostanti dei quartieri Garibaldi, Isola e Varesine. Da allora l’Isola ha ispirato grandi fotografi come Gabriele Basilico che le dedicò la mostra “La città che sale” e ha visto grandi dediche, come piazza Gae Aulenti ai piedi della Unicredit Tower, il grattacielo più alto d’Italia.

In zona hanno lavorato archietti come l’argentino Cesár Pelli, l’americano Kohn Pedersen e l’italiano Stefano Boeri che firma il Bosco Verticale.

Attorno, un quartiere che ha mentenuto la vivacità culturale e intellettuale declinata in tante attività artigiane, gallerie d’arte e spazi di cultura condivisi come Brand New Gallery, l’Osservatorio Figurale, la libreria Les Mots, la galleria di Carla Sozzani e la recentissima Eataly di Oscar Farinetti.

 

Si temeva una sorta di gentrification (deriva da “gentry”, termine che indica la piccola nobiltà inglese, e in sociologia indica i cambiamenti socio-culturali in un’area, dove i beni immobili vengono acquistati da una fascia di popolazione benestante in una comunità meno ricca), ma per il momento sembra che la rivalorizzazione della zona sia attrattiva un po’ per tutti, anche in vista dei flussi previsti per Expo 2015.

 

 

 

 

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