martedì 18 Febbraio 2020
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Agricoltura d’Egitto? Sì, è possibile
Feb22

Agricoltura d’Egitto? Sì, è possibile

di Antonella Cicalò

22 Feb 2015

Dopo il decreto che proroga il bando al mais Mon 810 della Monsanto e anticipa la nuova direttiva Ue che sancisce il diritto dei singoli Paesi a decidere se accettare o meno i prodotti transgenici, prendono nuovo slancio le tecniche e le colture  che evitano la manipolazione genetica, con ottimi risultati. La decisione impegna ulteriormente l’Italia nella battaglia per l’alimentazione di altissima qualità. E’ questo il parere unanime di Roberto Moncalvo di Coldiretti, Vincenzo Vizioli presidente di Aiab, l’associazione del biologico, Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace, oltre naturalmente a Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario del FAI e che da anni anima incontri internazionali sull’argomento alle sue Cascine Orsine – La Zelata di Bereguardo (Pv), nel Parco del Ticino. E’ il FAI stesso, attraverso iniziative come la Via Lattea – Più AgriCultura = più Cibo, più Salute, più Lavoro, più Difesa del Territorio, che in cinque anni si è impegnato  per promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio di natura e cultura della cintura agricola che cinge Milano, un territorio che, con oltre 47.000 ettari, rappresenta una delle aree verdi metropolitane più estese d’Europa, punteggiata com’è da cascine, abbazie millenarie, mulini e borghi storici, esempio della fruttuosa e storica integrazione tra testimonianze culturali e realtà produttive, tipico della Lombardia. A questo eccezionale comprensorio il Fondo per l’Ambiente Italiano ha dedicato anche una sezione della mostra fotografica “Conoscere a amare l’Italia” attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, fondatore con Giulia Maria Mozzoni Crespi del FAI stesso, oltre  a una pubblicazione (Amare l’Italia e nutrirsi del suo paesaggio) che affianca al testo e agli scatti di Renato Bazzoni una serie di fotografie contemporanee per documentare l’evoluzione della “Verde Lombardia”. Ecco allora che ha particolare significato l’augurio formulato proprio da Giulia Maria Mozzoni Crespi al XXXIII Convegno  dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica “Oltre Expo. Alleanze per nutrire il pianeta. Sì, è possibile”, patrocinato  da FAI, Fondazione Feltrinelli e Slow Food. Dopo anni e anni in cui il modello di nuova agricoltura teorizzato (e praticato) dal filosofo austriaco Rudolf Steiner  (1861-1925) sembrava relegato in una nicchia accessibile solo a una ristretta élite, oggi le sue concezioni antroposofiche conoscono un  rilancio in settori come agricoltura, alimentazione, paesaggio, ambiente, che sono il volano del  patrimonio di credibilità dell’Italia nel mondo.Una cultura viva e capace di generare ricadute occupazionali ed economiche di grande valore. Il mondo dell’agricoltura biodinamica è infatti composto in Italia da oltre 4.500 piccole e grandi aziende e il numero si moltiplica se si considera anche il settore del biologico. Alcune delle pratiche dell’agricoltura biodinamica hanno una radice comune con quelle dell’agricoltura biologica, ma la biodinamica ha un punto di vista più...

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