lunedì 17 Febbraio 2020
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Una cascina storica recuperata con scelte tecniche innovative e antiche insieme
Dic01

Una cascina storica recuperata con scelte tecniche innovative e antiche insieme

di Arch. Sergio Sabbadini

1 Dic 2014

Il recupero, insieme a restauro, risanamento e riutilizzo, rientra tra gli interventi che in bioedilizia si considerano primari rispetto al nuovo edificato, mettendo così l’accento soprattutto sulla preservazione del territorio. Quando il recupero riguarda, come in questo caso, una cascina storica, subentra la dialettica tra preservazione dei caratteri architettonici, costruttivi e materici e il tema del miglioramento energetico richiesto dalla legislazione, ma di per sé da sempre tema fondamentale per un approccio ecologico al costruito. In questo caso, la complessità è accentuata dal fatto che l’intervento riguardava una sola porzione su tutta la cascina Sacro Cuore, sita in località Rogoredo (Casatenovo, Lecco), una cascina a corte chiusa un tempo utilizzata anche per fiere del bestiame e poi di attrezzature agricole. Gli interventi limitrofi realizzati con materiali correnti nei diversi periodi in cui si era intervenuto, non avevano posto particolare attenzione ai materiali storici né al comportamento igroscopico delle murature originarie; questo fattore ha complicato le scelte progettuali, che si sono dovute raffrontare con il vicinato e – a volte – volutamente discostarsene. Gli intonaci originari delle facciate sia interne che esterne costituite da malte di calce e sabbia non dilavata e lasciate al grezzo sia come corpo che come lavorazione, contraddistinguevano la porzione di cascina oggetto dell’intervento permettendo di giustificare scelte compatibili con l‘esistente pur differenziandosi con i “moderni” intonaci cementizi delle porzioni limitrofe. Le scelte del recupero energetico hanno riguardato sia l’involucro che l’impiantistica che precedentemente era costituita dal solo riscaldamento di un camino a piano terra. Vincolati dagli allineamenti di facciata, gli isolamenti dei muri esterni sono stati effettuati per lo spessore consentito in facciata e per il resto agendo sulla parte interna della muratura. Il nuovo vespaio areato, che ha coinvolto anche il rinforzo delle murature (a volte con situazioni critiche anche nei basamenti) è stato progettato in sugherlite in modo da permettere un buon isolamento verso terra. L’isolamento verso il tetto, non coinvolgendo il recupero del sottotetto, è stato posizionato all’estradosso degli ultimi solai. Altri interventi sull’involucro edilizio hanno riguardato la sostituzione di tutti i serramenti con nuovi telai lignei muniti di vetrocamera basso emissiva e  l’inserimento di bussole d’ingresso tramite l’aggiunta di serramenti interni a tenuta, in aggiunta ai portoni lignei esistenti sui tre accessi all’abitazione. Grazie alla riapertura di preesistenti serramenti e all’inserimento di canali di luce, sono stati migliorati gli apporti in termini di luce naturale. L’impiantistica ha coinvolto sistemi di riscaldamento a irraggiamento posizionati prevalentemente a soffitto, esclusa una camera dove si è voluto mantenere a vista l’originario solaio in legno preservando il gusto della tradizionale imbiancatura a calce tramite l’utilizzo di aniline che permettono di apprezzare anche la parte lignea...

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